TRACOMA

Si tratta di una grave malattia degli occhi dovuta all’infezione provocata da un batterio: la Chlamydia Tracomatis. I primi sintomi si manifestano con arrossamento, sensibilità alla luce, forti bruciori, lacrimazione e gonfiore delle palpebre.
In particolare, i segni di questa malattia sono la palpebra rivolta all’interno che si salda alla congiuntiva (entropion cicatriziale), le ciglia rivolte all’interno dell’occhio (ovvero in trichìasi) e alterata chiusura delle palpebre (lagoftalmo), cui conseguono cicatrici sulla cornea più o meno estese, fino alla sua opacizzazione completa (panno corneale = l’occhio diventa bianco) e, quindi, alla cecità.

Epidemiologia

Il tracoma è nel mondo la principale causa di cecità prevenibile; nelle aree dove è molto frequente una persona su quattro colpita da tracoma può diventare cieca.
Dal punto di vista geografico è endemico nel Nord Africa, nel Medio Oriente, in India e nel Sud-Est asiatico; in queste aree l’infezione si trasmette direttamente da persona a persona attraverso secrezioni oculari infette o indirettamente per contatto con materiale infetto (ad esempio salviettine e vestiario).

Anche le mosche che si nutrono di secrezioni oculari possono trasmettere la malattia.
In aree dove il tracoma è diffuso l’infezione da tracoma attivo colpisce quasi tutti i bambini nei primi due anni di vita. I bambini infetti sono la principale riserva d’infezione nella comunità, soprattutto per le donne che vi stanno a più stretto contatto, giustificando l’incidenza due o tre volte più alta della forma più grave cicatriziale nel sesso femminile rispetto a quello maschile.
I bambini ospitano la Chlamydia Tracomatis nei tratti superiori dell’apparato respiratorio e gastrointestinale, cosicché la trasmissione può avvenire anche attraverso la propagazione di goccioline respiratorie o contaminazione per mezzo delle feci.
Con la crescita dei bambini diminuisce la prevalenza e la gravità della malattia attiva.
Verso i 15-20 anni inizia la fase cronica cicatriziale della malattia.
La cecità corneale deriva dalle alterazioni della congiuntiva e delle palpebre, che si sviluppano durante questa fase.

 

Patogenesi e caratteristiche cliniche 

Il tracoma è molto probabilmente dovuto ad una risposta di carattere immunologico in conseguenza di ripetute e continue esposizioni alla Chlamydia Tracomatis.
Un tracoma infettivo acuto è caratterizzato da una congiuntivite a entrambi gli occhi, non purulenta. Generalmente si gonfiano le ghiandole linfatiche del collo e davanti all’orecchio; possono essere presenti iniziali alterazioni della cornea ed erosioni puntate (piccole abrasioni sullo strato esterno dell’occhio).
Nelle fasi successive della malattia l’infiammazione della congiuntiva diviene più marcata (ipertrofia follicolare e ipertrofia papillare), con maggiore coinvolgimento della cornea: questa diventa opaca nella parte superiore e si formano piccole opacità, i cosiddetti infiltrati corneali. Tuttavia, le cicatrici ancora non si formano.
Nello stadio successivo (cicatrizzazione) cominciano a morire i follicoli della congiuntiva; diminuisce il grado d’infiammazione, ma appaiono le iniziali alterazioni delle palpebre (ad esempio, trichiasi ed entropion).

Nella fase finale l’infiammazione è totalmente risolta, ma residuano diversi gradi di cicatrizzazione della congiuntiva. Le deformazioni della palpebra e degli annessi all’origine del danno alla cornea sono i segni caratteristici di questo stadio e della malattia tracomatosa propriamente detta.

Diagnosi 

• Clinica: la presenza dei segni caratteristici dei vari stadi della patologia.

• Laboratorio: citologia (prelievo di cellule attraverso raschiamento con spatola della congiuntiva; analisi del materiale prelevato all’immunofluorescenza).

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