BLEFARITI CRONICHE

Patologie fastidiose e di grande diffusione

1. COSA VUOL DIRE BLEFARITE?

La parola blefarite deriva dal greco “blefaros” che vuol dire “palpebra”: il termine in -iteindica che si tratta di una condizione infiammatoria a carico di questa struttura destinata alla protezione dell’occhio. In particolare l’infiammazione riguarda il bordo palpebrale, cioè quella zona di transizione tra lo strato cutaneo (esterno a contatto con l’ambiente) e lo strato congiuntivale (interno rivolto verso la superficie oculare) della palpebra. Il bordo palpebrale è caratterizzato da ciglia, che contribuiscono alla funzione protettiva, e da ghiandole, tra cui quelle di Meibomio preposte alla produzione del meibomium: un sebo speciale che entra nella composizione del film lacrimale, pellicola che nutre, riveste e mantiene costantemente umida la superficie oculare,

specialmente la cornea. Quindi ogni disturbo delle palpebre si ripercuote inevitabilmente sulla salute dell’occhio: spesso l’infiammazione si estende alla congiuntiva, può essere associata ad alterazioni del film lacrimale, e nei casi più gravi può coinvolgere la cornea.

Occorre pertanto cercare di mantenere l’apparato palpebrale sempre perfettamente efficiente.

Sulla base di quanto detto, è opportuno dedicare alle palpebre lo stesso impegno quotidiano che dedichiamo, ad esempio, all’igiene e alla cura dei denti o di altre parti del corpo.

2. QUALI SONO I SEGNI DELL’INFIAMMAZIONE?

Le prime manifestazioni sono sensazione di corpo estraneo nell’occhio, lacrimazione e sensibilità alla luce. Sono presenti prurito, arrossamento e gonfiore dei margini palpebrali.

Si può inoltre osservare la formazione di croste intorno alle ciglia, di scaglie, di iperseborrea, iperemia e secchezza oculare.

Occorre però tenere presente che le blefariti sono caratterizzate da una notevole variabilità individuale.

3. QUALI SONO LE CAUSE?

Innumerevoli sono i fattori che possono favorire l’instaurarsi di uno stato infiammatorio del bordo palpebrale e spesso si tratta di cause correlate con la vita di tutti i giorni:

• FATTORI AMBIENTALI (esposizione ad ambienti irritanti, fumosi o polverosi, troppo secchi, esposizione ai raggi UV)

• USO ECCESSIVO DELLE LENTI A CONTATTO

• ECCESSIVO AFFATICAMENTO VISIVO (prolungato utilizzo del computer)

• MALATTIE DELLA PELLE (acne rosacea, dermatite seborroica), malattie infiammatorie croniche intestinali, diabete

• INFEZIONI BATTERICHE LOCALI, ALLERGIE

• TRUCCO (allergia ai componenti dei cosmetici)

4. QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

Le blefariti sono forme estremamente fastidiose che tendono a diventare croniche e a presentarsi periodicamente. Se non trattate correttamente, possono
compromettere una buona qualità di vita, provocando complicazioni come: orzaiolo, calazio, perdita delle ciglia, congiuntiviti ricorrenti.

5. COSA FARE IN CASO DI BLEFARITE

È rigorosamente vietato sfregare o stropicciare le palpebre con le mani.

Ecco alcune buone regole da osservare accuratamente:

1. Tenere puliti margine palpebrale e ciglia con un trattamento locale idoneo (l’acqua non basta)

2. Lavare le palpebre al mattino e alla sera utilizzando detergenti oculari appositamente studiati

3. Evitare l’uso di prodotti irritanti contenenti detergenti aggressivi, conservanti e profumi

4. Non ricorrere a colliri e pomate se non espressamente prescritti dall’oculista

È bene non trascurare queste norme anche quando si è fuori casa (esistono prodotti sterili monouso pronti) e abituarsi a una quotidiana igiene palpebrale per evitare il rischio di recidive. Affidandosi agli specialisti e alla loro esperienza, si evita il rischio di commettere errori che possono compromettere la salute e il buon funzionamento degli occhi.

CHIEDETE SEMPRE CONSIGLIO AL VOSTRO OCULISTA DI FIDUCIA

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