Il tè verde fa bene agli occhi

 

 

 

Secondo gli autori di una recente ricerca svolta presso l'Università di Hong Kong, alcune sostanze contenute nel tè verde possono aiutare a difendersi dalle malattie degli occhi. 

I ricercatori del dipartimento di Oftalmologia e Scienze Visive dell’Università di Hong Kong hanno confermato che alcune sostanze contenute nel tè verde riescono a penetrare nei tessuti oculari. Tale processo, sconosciuto fino ad ora, ha fatto pensare agli scienziati che le catechine contenute nel tè verde, antiossidanti con il compito di proteggere il corpo dai danni causati dall’ossigeno, attraversino anche gli occhi nel loro tragitto dalla bocca al sistema gastrointestinale. 


il te verde fa bene agli occhi

Questo studio, sviluppato in collaborazione con il “Journal of Agricultural and Food Chemistry”, è il primo che dimostra come il cristallino, la retina e altri tessuti oculari traggano benefici da sostanze come le catechine. Se ciò venisse confermato, si allungherebbe ulteriormente la lista dei già documentati effetti benefici di questa pianta che, dunque, potrebbe aiutare l’organismo a combattere patologie oculari comuni come il glaucoma

Le catechine contenute nel tè verde, così come altri antiossidanti (vitamina C, E, luteina e zeaxantina), sono state spesso associate alla capacità di proteggere gli occhi, ma la mancanza di prove ufficiali ha sempre fatto sì che ciò restasse soltanto una “leggenda”.

 

Lo studio è stato condotto utilizzando topi come cavie da laboratorio ai quali hanno somministrato tè verde per un determinato lasso di tempo. Le susseguenti analisi effettuate sui tessuti oculari dei ratti hanno mostrato significativi livelli di assorbimento delle catechine all’interno delle varie strutture dell’occhio. Il livello più alto di gallocatechina è stato riscontrato nella retina, mentre l’umore acqueo ha assorbito una maggiore quantità di epigallocatechina. 

Gli autori della ricerca hanno voluto precisare che “i risultati dello studio indicano che il consumo di tè verde può aiutare gli occhi a combattere lo stress ossidativo.” Le catechine contenute nel tè verde hanno prodotto sulle cavie una riduzione dello stress ossidativo dell’occhio per più di venti ore.


Antonio Pascotto

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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