Xantelasmi

Asportazione degli Xantelasmi con laser CO2

Gli xantelasmi palpebrali (foto) sono sempre stati trattati con l'escissione chirurgica, seguita dalla sutura della ferita chirurgica con diversi punti. Oggi, per la rimozione degli xantelasmi, viene utilizzata una nuova tecnica che utilizza il laser superpulsato con CO2. I vantaggi di questa tecnica sono:

(1) notevole emostasi intraoperatoria (utile per evitare gli arrossamenti cutanei nei giorni successivi all'intervento); (2) visione ingrandita del tessuto da rimuovere, in modo da rendere più agevole l'escissione completa; (3) assenza di suture; (4) assenza di eventuali procedure ricostruttive e (5) alto grado di soddisfazione del paziente, con una quasi completa assenza di dolore post-operatorio.
 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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