Fondo Oculare

Il Fondo Oculare
Il Fondo Oculare è la parte concava, interna dell'occhio, che comprende la retina, il disco ottico e i vasi sanguigni. La retina è la membrana interna dell'occhio che presiede alla funzione di trasformare le impressioni luminose in impulsi nervosi, poi trasmessi alle strutture del cervello (aree ottiche della corteccia)  deputate all'elaborazione delle immagini visive. È composta da più strati di cellule specializzate (fotorecettori) e occupa la parte posteriore dell'occhio.



A cosa serve
L'esame del Fondo Oculare viene utilizzato per valutare le condizioni di: nervo ottico, arteria, vena e capillari retinici, e della macula (una minuscola area posta al centro della retina e adibita in modo specifico alla visione distinta).
Per la diagnosi, si ricorre, inoltre, alla misurazione dell'acuità visiva, che informa su eventuali alterazioni della qualità o del grado di capacità visiva.

Come si svolge
Lo stato delle strutture interne del bulbo oculare vengono valutate mediante uno strumento che ricorda il microscopio, detto oftalmoscopio, o tramite la lampada a fessura con l'utilizzo di apposite lenti. Al paziente viene semplicemente chiesto di osservare una luce per qualche secondo.
In alcuni casi potrebbe essere necessaria l'instillazione di speciali colliri (detti midriatici) che hanno l'effetto di dilatare la pupilla consentendo al medico una visione piu' ampia.



Quando viene effettuato
E' consigliabile sottoporsi periodicamente ad un esame di controllo per valutare la condizione delle strutture interne dell'occhio al fine di prevenire eventuali complicazioni.
La periodicità varia da 18/24 mesi in soggetti sani con meno di 40 anni, ad un controllo annuale in pazienti con più di 40 anni o affetti da patologie lievi.
Coloro che, invece, soffrono di problemi retinici, diabete o ipertensione dovranno sottoporsi a controlli ravvicinati.

 

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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