Secchezza oculare - Come seguiamo i nostri pazienti


Il nostro protocollo per la cura dell'occhio secco è semplice. Si comincia con la raccolta dei dati della storia clinica del paziente (anamnesi), che comprende un questionario (Ocular Surface Disease Index) per svelare i sintomi legati alle alterazioni della superficie oculare. Il paziente accede poi al nostro ambulatorio, ove eseguiamo le prove di osmolarità con il sistema TearLab, un dispositivo specifico per la valutazione della qualità delle lacrime dei nostri pazienti. Dopo aver misurato l'osmolarità delle lacrime, coloriamo la superficie dell'occhio con un colorante naturale (fluoresceina sodica, verde lissamina, ecc.).

Per la classificazione del livello di gravità della malattia, aderiamo ai principi del "Dry Eye Workshop" e così il paziente, dopo l'esame clinico, viene valutato, in base ai segni clinici riscontrati, da grado 1 a grado 4. Più alto è il numero ottenuto, minore è la parte liquida delle lacrime del paziente. Questo test diagnostico rappresenta un sistema semplice ed efficace per poter inquadrare adeguatamente un paziente sofferente di secchezza oculare. Abbiamo in questo modo un metodo oggettivo, simile al sistema diagnostico disponibile per il glaucoma e che utilizziamo, infatti, nel nostro ambulatorio per la cura del grave malattia del nervo ottico.

Spesso, ai pazienti con secchezza oculare che non hanno sintomi, consigliamo comunque di utilizzare colliri lubrificanti come metodo preventivo, proprio come i dentisti raccomandano ai propri pazienti di lavarsi i denti per prevenire la carie. Sappiamo infatti che l'occhio secco è una malattia progressiva e, se i pazienti prendono l'abitudine di usare un prodotto per la protezione degli occhi, è più facile evitare che insorgano problemi più seri con il passare degli anni.


ASASO - Ambulatorio per lo Studio delle Alterazioni della Superficie Oculare
Tel. 081 554 27 92

 

La Sindrome dell'Occhio Secco è uno dei problemi più comuni di cui ci occupiamo nei nostri studi e sembra crescere in modo esponenziale, via via che l'età media della popolazione generale tende ad aumentare.

Da uno studio retrospettivo eseguito sugli ultimi tre anni di attività, è emerso che oltre il 75% dei pazienti con secchezza oculare hanno un'età superiore a 45 anni. Questi pazienti occhio seccosoffrono di irritazione e dolore a causa della loro alterazione della superficie oculare, che li costringe a recarsi presso i nostri studi in cerca di una cura o, almeno, di un beneficio sintomatico. Fortunatamente, ora abbiamo a disposizione degli strumenti che possono misurare obiettivamente la gravità e l'evoluzione della secchezza oculare. Uno strumento che integra bene il nostro programma di assistenza è il nuovo TearLab, che è considerato il "Gold Standard" per la diagnosi e la gestione dell'Occhio Secco.

I risultati del TearLab nell'analisi del film lacrimale sono rapidi e precisi e consentono di avere informazioni preziose sul livello di gravità della secchezza oculare. Ciò permette di informare i pazienti sulla gravità del proprio specifico caso clinico e, in tal modo, si riesce a comprendere meglio l'importanza di aderire a specifici protocolli terapeutici, seguendo nel tempo i risultati. Il TearLab, misurando l'osmolarità lacrimale, consente di diagnosticare la Sindrome fin dagli stadi precoci.

Le alterazioni dell'osmolarità delle lacrime, secondo quanto riportato nella letteratura scientifica, sono considerate il principale marker dell'integrità del film lacrimale. Quando è compromessa la quantità o la qualità delle lacrime prodotte, aumenta la percentuale di evaporazione e ciò porta alla formazione di un film lacrimale più concentrato (aumento della osmolarità) che crea una condizione di sofferenza dell'epitelio corneale e delle congiuntive.

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