Trombosi retinica: il trattamento tempestivo con Ozurdex fa recuperare acuità visiva

 

Secondo una recente pubblicazione su Ophthalmology, una delle riviste più apprezzate nell'ambito dell'oculistica, la somministrazione tempestiva di un impianto intravitreale di desametasone migliora notevolmente la possibilità di ottenere un recupero visivo nei pazienti affetti da edema maculare secondario ad occlusioni venose retiniche (trombosi retiniche).


Due identici studi clinici, multicentrici, hanno valutato l'efficacia e la sicurezza del'Ozurdex (impianto intravitreale di 0.7 mg di desametasone, prodotto dalla Allergan) in 690 pazienti con una occlusione della vena centrale della retina o con occlusione di una branca della vena retinica.

 

Inizialmente, 394 pazienti hanno ricevuto l'impianto e 296 pazienti hanno ricevuto un trattamento fittizio. I pazienti che hanno ricevuto il trattamento fittizio sono stati poi trattati con l'impianto intravitreale "vero" dopo una prima fase di osservazione, durata 6 mesi.

 

I ricercatori hanno riscontrato un miglioramento di almeno 15 lettere (tabella ETDRS) dell'acuità visiva naturale ed un miglioramento di almeno 69 lettere (5/10 di vista) dell'acuità visiva corretta con occhiali. Lo spessore retinico (che aumenta per l'edema maculare da occlusione retinica) si era ridotto di almeno 200 micron dopo 6 mesi di trattamento.

 

Fonte:

Ophthalmology. 2012; 119 (6) :1190-1198.


- Il sottoscritto non ha legami commerciali con la Allergan

 

Antonio Pascotto

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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