L'operazione agli occhi con il laser si può fare per tutti i tipi di problemi di vista?

 

L'intervento di chirurgia refrattiva con il laser ad eccimeri è l'intervento "di scelta" più eseguito in Italia, con circa 100.000 persone all'anno che decidono di sottoporsi al trattamento. Gli interventi possono trattare ormai tutti i tipi di problemi di vista: ipermetropia, miopia ed astigmatismo. Il laser risulta estremamente efficace in tutti e tre i principali difetti visivi, anche se nell'ipermetropia non c'è un range di trattamento ampio come lo è per la miopia e l'astigmatismo.

Fino a poco tempo fa, la chirurgia refrattiva non era in grado di correggere la presbiopia, che consiste nella difficoltà nel vedere nitidamente da vicino in coloro che hanno superato i quarant'anni, ma con l'attuale sistema Supracor e con i sistemi di monovisione, oggi è possibile risolvere anche questo problema.

Si stima che circa il 95% di tutti i difetti visivi sia curabile con il laser, mentre il rimanente 5% può quasi sempre essere trattato con altri sistemi, come l'impianto di lenti fachiche o la sostituzione del cristallino. Entrambe queste procedure sono però un po' più costose rispetto al classico "laser". 

Il laser utilizzato per la chirurgia refrattiva, ovviamente, è solo in grado di eliminare gli occhiali o le lenti a contatto, quindi non è in grado di far nulla contro malattie degli occhi come la cataratta ed il glaucoma. Allo stesso modo, il laser usato in chirurgia refrattiva non risolve il problema dell'occhio pigro, anche se può comunque apportare dei benefici che vanno valutati per ogni singolo caso (vedere articolo pubblicato pochi giorni fa).

In sintesi, la chirurgia oculare con laser è in grado di risolvere la stragrande maggioranza dei difetti visivi. Solo una piccola percentuale di soggetti risulta inadatta all'intervento, e può esserlo per problemi strutturali dell'occhio (es., cornee molto sottili) o per la coesistenza di altre malattie oculari. L'idoneità di ogni singolo soggetto viene valutata con dei semplici esami pre-operatori e con una comune visita oculistica specialistica.

Antonio Pascotto

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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