Cura dell'ambliopia. Dove siamo arrivati?

 

Sono molti, purtroppo, i pazienti ormai adulti che si lamentano di avere l'occhio pigro (o ambliope) e di non poter far nulla per poter migliorare tale condizione di invalidità visiva.

 

In realtà, oggi anche negli adulti il deficit visivo può essere migliorato, con differenti metodi:

 

1. Correggendo l'anisometropia
Spesso l'ambliopia dipende dal fatto che uno dei due occhi, l'occhio pigro, presenta un elevato vizio di refrazione (es. astigmatismo elevato, miopia elevata, ecc.). Tale vizio di refrazione può essere oggi corretto con la chirurgia refrattiva, offrendo al paziente l'opportunità di ottenere un netto miglioramento della visione naturale dell'occhio pigro.

 

2. Con esercizi di stimolazione visiva
Sono esercizi praticati dagli ortottisti, che consentono un recupero relativo, tangibile, della vista in poche sedute. I risultati si mantengono nel tempo solo se gli esercizi vengono ripetuti periodicamente.

 

3. Tramite il sistema RevitalVision
E' un sistema relativamente nuovo, approvato dall'FDA americana, che consiste nell'eseguire degli esercizi da casa tramite uno specifico software installato sul proprio computer. I progressi vengono poi registrati da un tecnico attraverso internet. I risultati ottenuti dai pazienti trattati con questo sistema sono incoraggianti.

 

I metodi per ottenere dei miglioramenti dell'occhio pigro, quindi, non mancano, e spesso sono più semplici di quanto si possa pensare. Non rassegnatevi! ;-)

 

Antonio Pascotto

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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