Gestione nutrizionale delle degenerazioni maculari

Trattamento della Corioretinopatia Sierosa Centrale: gestione nutrizionale

Di Antonio Pascotto, medico oculista

La corioretinopatia sierosa centrale (CSC) è una malattia dell'occhio che può causare una sensibile riduzione della capacità visiva. La condizione è spesso temporanea e di solito interessa un solo occhio.

Colpisce soprattutto i maschi tra i 20 e i 50 anni di età, ma può verificarsi anche nelle donne.1-2 La forma più comune comporta la fuoriuscita di liquido sotto la retina, che tende ad accumularsi soprattutto al di sotto della macula. Questa è la parte della retina che determina la visione più chiara e distinta. Per tale motivo, l'accumulo di liquido sotto la macula distorce le immagini che il paziente percepisce e, fra l'altro, determina un offuscamento diffuso della vista. Quando la retina si solleva per effetto della CSC, si percepisce una macchia sfocata o grigia nel campo visivo centrale. 
Purtroppo, la riduzione dell'acuità visiva può persistere anche dopo che il fluido sottoretinico si è riassorbito.1

Livelli elevati di cortisolo e CSC

La CSC è stata associata all'uso di cortisolo e corticosteroidi (ad esempio, il prednisone, meglio noto col nome commerciale di Deltacortene). I pazienti affetti da CSC spesso hanno più elevati livelli ematici di cortisolo.3 Questo è un ormone secreto dalla ghiandola surrenale, spesso in risposta allo stress. Quindi, lo stress cronico tende a causare un aumento persistente dei livelli di cortisolo nel sangue. Vi sono, inoltre, numerose evidenze che dimostrano che la somministrazione di corticosteroidi, comunemente usati per il trattamento di condizioni infiammatorie croniche, allergie, malattie della pelle come l'eczema ed alcune malattie oculari, possono scatenare, aggravare e/o causare una ricaduta della CSC.4 -6 Uno studio pubblicato in Archives of Ophthalmology ha dimostrato che su 60 individui con sindrome di Cushing, malattia caratterizzata da elevati livelli di cortisone, la CSC era presente nel 5 per cento dei pazienti.7

Stile di vita nutrizionale e gestione della CSC

occhio freddoCi sono trattamenti medici standard e sperimentali per la CSC (farmaci, trattamenti laser, terapia fotodinamica, anti-VEGF), ma i pazienti esprimono spesso un interesse verso misure nutrizionali aggiuntive da adottare per cercare di migliorare la propria condizione patologica o prevenire le recidive. Sulla base delle informazioni disponibili, è consigliabile che il paziente assuma integratori che contengono adattogeni surrenali, che hanno dimostrato di diminuire la secrezione di cortisolo dalla corteccia surrenale quando gli individui sono in condizioni di stress acuto o cronico.

Gli adattogeni sono integratori che contengono la Rodiola, la Schisandra e la Ashwaghandha , insieme con alcune vitamine del gruppo B, vitamina C e zinco. Anche la radice di liquirizia ed il ginseng sono dei validi adattogeni, ma vanno usati con cautela per il rischio di aumento della pressione sanguigna, disturbi emorragici, interazioni con farmaci, dermatiti con fotosensibilità e altri potenziali effetti collaterali.8-18

Alcune evidenze consigliano anche l'integrazione con i carotenoidi luteina e  zeaxantina, molecole che si sono dimostrate utili in casi di degenerazione maculare. L'ideale sarebbe fornire al paziente un integratore multivitaminico/minerale contenente 1000 mg di vitamina C, 400 UI di vitamina E, 200 mcg di Selenio, 15.000 UI di beta-carotene e 15 mg di zinco. Tali dosaggi si sono dimostrati efficaci nello stabilizzare la degenerazione maculare.19

E' utile, poi, somministrare anche degli integratori contenenti 20-40 mg di luteina (la maggioranza degli integratori a base di luteina contengono anche zeaxantina). Luteina e zeaxantina sono importanti antiossidanti della macula lutea, e sono particolarmente indicati nei pazienti con degenerazione maculare, come detto in precedenza. 20-21 Altri antiossidanti retinici di dimostrata efficacia sono i già citati vitamina C, vitamina E, beta-carotene (da evitare nei fumatori), selenio e zinco.19

Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a leggere i nostri articoli precedentemente pubblicati sugli integratori (21 gennaio 2012) e sulle malattie degenerative maculari (25 agosto 2011).

Bibliografia

1. Wang M, Munch IC, Hasler PW, Prünte C, Larsen M. Central serous chorioretinopathy.Acta Ophthalmologica, 2008;86(2):126-45.

2. Quillen DA, Gass JDM, Brod RD, Gardner TW, et al. Central serous chorioretinopathy in women. Ophthalmology, 1996;103(1):72-79.

3. Garg SP, Dada T, Talwar D, Biswas NR. Endogenous cortisol profile in patients with central serous chorioretinopathyBr J Ophthalmol, November 1997;81(11):962-4.

4. Pizzimenti JJ, Daniel KP. Central serous chorioretinopathy after epidural steroid injection. Pharmacotherapy, 2005;25(8):1141-6.

5. Bevis T, Ratnakaram R, Smith MF, Bhatti MT. Visual loss due to central serous chorioretinopathy during corticosteroid treatment for giant cell arteritis. Clin Exper Ophthalmol, 2005;33(4):437-9.

6. Fernández Hortelano A, Sádaba LM, Heras Mulero H, García Layana A. [Central serous chorioretinopathy as a complication of epitheliopathy under treatment with glucocorticoids] (in Spanish; Castilian). Arch Soc Esp Oftalmol, 2005;80(4):255-8.

7.Bouzas EA, Scott MH, Mastorakos G, Chrousos GP, Kaiser-Kupfer MI. Central serous chorioretinopathy in endogenous hypercortisolism. Arch Ophthalmol, September 1993;111;(9):1229-33.

8. Yadav CS, Kumar V, Suke RS, et al. Propoxur-induced actetylcholine esterase inhibition and impairment of cognitive function: attenuation by Withania somnifera (Ashwagandha). Indian Jrnl Biochem & Biophys, 2010;47:117-120.

9. Mishra LC, Singh BS, Dagenais S. Scientific basis for the therapeutic use of Withania somnifera (Ashwagandha): a review. Alt Med Rev, 2000;5(4):334-346.

10. Mirjalili MH, Moyano E, Bonfill M, et al. Steroidal lactones from Withania somnifera (Ashwagandha), an ancient plant for novel medicine. Molecules, 2009;14:2373-2393.

11. Kulkarni SK, Dhir A. Withania somnifera: an Indian ginseng. Prog Neuro-Psychopharm & Biol Psych, 2008;32:1093-1105.

12. Panossian A, Wilkman G. Evidence-based efficacy of adaptogens in fatigue, and molecular mechanisms related to their stress-protective activity. Curr Clin Pharmacol,2009;4(3):198-219.

13. Aslanyan G, Amroyan E, Gabrielyan E et al. Double-blind, placebo-controlled, randomised study of single dose effects of ADAPT-232 (Rodiola ,Schisandra and Eleutherococcus extract) on cognitive functions. Phytomed, 2010;7(7):494-499.

14. Spasov AA, Wikman GK, Madrikov VB et al. A double-blind, placebo-controlled pilot study of the stimulating effect of Rhodiola rosea SHR-5 extract on the fatigue of students caused by stress during an examination period with repeated low-dose regim. Phytomed, 2000;7(2):85-89.

15. Khanum F, Bawa AS, Singh B. Rhodiola rosea: a versatile adaptogen. Comp Rev Food Sci Food Saf, 2005;4:55-62.

16. Guo LY, Hung TM, Bae KH, et al. Anti-inflammatory effects of schisandrin isolated from the fruit of Schisandra chinesis Baill. Europ Jrnl Pharmacol, 2008;591:293-299.

17. Cheng H, Hsieh M, Wu C et al. Schizandrin protects primary cultures of rat cortical cells from glutamate-induced excitotoxicitiy. J Pharmacol Sci, 2008;107:21-31.

18. Panossian A, Wikman G. Pharmacology of Schisandra chinensis bail: an overview of Russian research and uses in medicine. Jrnl Ethnopharmacol, ;118(2):183-212.

19. Jampol LM, et al. Age-Related Eye Disease Study Research Group (collective name-AREDS). A randomized, placebo-controlled, clinical trial of high-dose supplementation with vitamins C and E, beta-carotene, and zinc for age-related macular degeneration and vision loss: AREDS Report No. 8. Arch Ophthalmol, October2001;119(10):1417-36.

20. Dagnelie G, et al. Lutein improves visual function in some patients with retinal degeneration: a pilot study via the Internet. Optometry, 2000,71;3:147-164.

21. Seddon JM, et al. Dietary carotenoids, vitamin A, C, and E and advanced age-related macular degeneration. JAMA, 1994;272:1413-1420.

 
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Ultime News

  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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