Un test oculistico che può salvare la vita

Un semplice test oculare potrebbe individuare le persone che sono ad alto rischio di subire un ictus

Lunedì, 11 giugno 2012

Secondo una recente pubblicazione di alcuni colleghi ricercatori, un test che misura l'Ampiezza degli Impulsi Oculari (OPA) può rilevare in modo affidabile una condizione di parziale ostruzione (stenosi) delle arterie che alimentano la parte anteriore del cervello - le arterie carotidee - noto fattore di rischio per l'ictus. Il test-OPA può essere fatto da durante una normale visita oculistica.

Lo studio, pubblicato sulla apprezzata rivista scientifica Ophthalmology, ha confermato che i pazienti che hanno avuto i punteggi più bassi di OPA hanno avuto anche i fenomeni di occlusione arteriosa più gravi. Il team di ricerca dell'Università di Zurigo, in Svizzera, ha controllato 67 pazienti nei quali si riteneva che fosse presente una condizione di parziale occlusione arteriolare. Dall'analisi dei risulati, è emerso il giudizio del collega transalpino che ha condotto lo studio, Pascal Bruno Knecht che, concludendo, ha dichiarato che la misurazione dell'Ampiezza degli Impulsi Oculari è affidabile, semplice, economica e sicura e può ridurre l'incidenza degli ictus.

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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