Cross-linking corneale e cheratocono: ulteriori conferme

Un recente studio pubblicato su British Journal of Ophthalmology ha dimostrato, ancora una volta, che il cross-linking del collagene corneale è un metodo efficace e sicuro per fermare la progressione della malattia in pazienti con iniziale o moderato cheratocono.

I risultati di questo studio hanno dimostrato anche un miglioramento dei parametri visivi e topografici.

Sono stati reclutati per lo studio ventiquattro pazienti affetti da cheratocono bilaterale in fase precoce o moderata che manifestavano una progressione della malattia. L'obiettivo era quello di valutare l'efficacia dei raggi ultravioletti di tipo A in associazione con la riboflavina nell'arrestare la progressione del cheratocono.

 


Nei pazienti con cheratocono la cornea è a forma di cono e la superficie irregolare determina la formazione di immagini distorte, che vengono proiettate sulla retina e poi percepite a livello cerebrale.


Nello studio, un occhio del paziente è stato sottoposto a cross-linking con riboflavina 0,1% e raggi UV-A mentre l'occhio controlaterale, pure affetto da cheratocono, non è stato trattato.

Alla visita di controllo dopo 18 mesi, è stata riscontrata una significativa differenza fra gli occhi trattati e quelli non trattati. Negli occhi trattati, l'acutezza visiva è migliorata, ma sono migliorati anche i valori della curvatura corneale (la cornea si presentava meno curva rispetto agli occhi non-trattati), con relativa riduzione dell'astigmatismo e delle aberrazioni visive.

Per quanto riguarda gli effetti indesiderati del trattamento, solo uno dei ventiquattro occhi trattati ha manifestato delle erosioni corneali ricorrenti. Nessun'altra complicazione è stata attribuita al trattamento di cross-linking.

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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