Cross-linking corneale e cheratocono: ulteriori conferme

Un recente studio pubblicato su British Journal of Ophthalmology ha dimostrato, ancora una volta, che il cross-linking del collagene corneale è un metodo efficace e sicuro per fermare la progressione della malattia in pazienti con iniziale o moderato cheratocono.

I risultati di questo studio hanno dimostrato anche un miglioramento dei parametri visivi e topografici.

Sono stati reclutati per lo studio ventiquattro pazienti affetti da cheratocono bilaterale in fase precoce o moderata che manifestavano una progressione della malattia. L'obiettivo era quello di valutare l'efficacia dei raggi ultravioletti di tipo A in associazione con la riboflavina nell'arrestare la progressione del cheratocono.

 


Nei pazienti con cheratocono la cornea è a forma di cono e la superficie irregolare determina la formazione di immagini distorte, che vengono proiettate sulla retina e poi percepite a livello cerebrale.


Nello studio, un occhio del paziente è stato sottoposto a cross-linking con riboflavina 0,1% e raggi UV-A mentre l'occhio controlaterale, pure affetto da cheratocono, non è stato trattato.

Alla visita di controllo dopo 18 mesi, è stata riscontrata una significativa differenza fra gli occhi trattati e quelli non trattati. Negli occhi trattati, l'acutezza visiva è migliorata, ma sono migliorati anche i valori della curvatura corneale (la cornea si presentava meno curva rispetto agli occhi non-trattati), con relativa riduzione dell'astigmatismo e delle aberrazioni visive.

Per quanto riguarda gli effetti indesiderati del trattamento, solo uno dei ventiquattro occhi trattati ha manifestato delle erosioni corneali ricorrenti. Nessun'altra complicazione è stata attribuita al trattamento di cross-linking.

 
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  • Il trattamento della presbiopia con la 'visione mista' determina risultati efficaci

    • 20 maggio 2013

    MILANO - La "visione mista" ottenuta con il laser risolve efficacemente il problema della presbiopia sia in pazienti miopi che in pazienti ipermetropi.

    La Presbyond (Carl Zeiss Meditec) è una via di mezzo fra la micro-monovisione ed il trattamento standard bilaterale che aumenta la profondità di campo mediante la realizzazione di un'aberrazione sferica.

    Viene trattato l'occhio dominante per vedere da lontano e l'occhio non dominante viene lasciato leggermente miope per vedere da vicino, lasciando circa una diottria e mezzo di miopia. Inoltre, viene aumentata la profondità di campo di ciascun occhio con una ablazione ottimizzata dal fronte d'onda per aumentare l'aberrazione sferica e creare un gradiente del potere di refrazione costante per tutta la zona ottica.

     

    Ciò crea una 'fusione' naturale delle immagini provenienti dai due occhi. La visione mista, infatti, è un approccio bilaterale che, contrariamente alla monovisione convenzionale, è ben accettata e richiede davvero poco tempo per il neuroadattamento.

    I risultati del trattamento Presbyond in due gruppi rispettivamente di 18 e 23 presbiti miopi e presbiti ipermetropi sono i seguenti: in entrambi i gruppi, il 100% dei pazienti ha raggiunto la visione monoculare per vicino di almeno J2. Il valore massimo di J1 è stato ottenuto dall'89% dei miopi e dal 73% degli ipermetropi. In visione binoculare, il 61% del gruppo di pazienti miopi ed il 74% del gruppo di pazienti ipermetropi ha ottenuto i 10/10 da lontano ed ha letto l'ultima riga dell'ottotipo per vicino (J1).

    I risultati sono rimasti stabili nel tempo, con solo una lieve regressione nel gruppo degli ipermetropi a distanza di un anno dal trattamento.

    Liberatoria: Il sottoscritto non ha interessi finanziari con la Zeiss Meditec.

     

    Antonio Pascotto



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