Cheratite

 

 

Cosa sono le cheratiti?

Le cheratiti sono infiammazioni della cornea (in greco keratos).


Da che cosa sono causate?

Le cheratiti possono essere causate da vari fattori: quelli infettivi (virus, batteri, protozoi, funghi), gli agenti fisici (ad esempio i raggi ultravioletti) e le malattie sistemiche (artriti reumatoidi o vasculiti disseminate).

Come appaiono?

Possono associarsi a calo della vista, dolore e intolleranza alla luce. Le cheratiti possono manifestarsi con piccole erosioni superficiali (mini affossamenti dell’epitelio) e opacità disseminate all’interno della cornea. Altra caratteristica è la crescita dei vasi sanguigni all’interno del tessuto corneale a partire dal limbus (zona tra stroma e sclera-congiuntiva), con formazione di tessuto fibroso sotto l’epitelio (questa condizione è definita panno corneale). Inoltre, questa malattia oculare è spesso contraddistinta da edema corneale, cioè dalla presenza di un eccesso di contenuto acquoso all’interno della cornea. Le forme infettive si accompagnano di solito a dolore, secrezione e torbidità dell’umore acqueo (reazione infiammatoria in camera anteriore).

 

 

Come possono evolvere?

Le cheratiti, se non curate, possono compromettere quella trasparenza della cornea che è indispensabile alla corretta visione. Possono essere complicate da perdita di tessuto, che assume la forma di un cratere (l’ulcera corneale, con rischio di perforazione); l’ulcera può evolvere in cicatrici che, se centrali, compromettono la visione. Questa condizione ha come terapia il trapianto di cornea o l’impiego di laser ad eccimeri se l’opacità è confinata nello stroma anteriore.




Quali sono le terapie?


Le terapie dipendono dalla causa che ha provocato la cheratite. In generale la terapia ha tre obiettivi principali:

  • Controllo dell’infezione
  • Controllo dell’infiammazione
  • Favorire la crescita dell’epitelio (riepitelizzazione)Foto: occhio affetto da cheratite

L’infezione è controllata con farmaci antibiotici, sia per via topica (colliri) che per via orale.

L’uso di antinfiammatori steroidei – utilizzati per ridurre o eliminare le cicatrici –, quando improprio, può favorire la formazione di ulcere e sono assolutamente controindicati in caso di infezione provocata dal virus dell’herpes. Tali farmaci devono essere usati solo dopo la prescrizione di un medico oculista. La riepitelizzazione avviene utilizzando dei lubrificanti, con la temporanea chiusura della palpebra e/o applicazione di lenti a contatto terapeutiche.


Quali sono le persone più a rischio?


I portatori di lenti a contatto devono prestare massima attenzione alla manutenzione delle lenti; i liquidi di conservazione delle lenti a contatto possono essere infetti e, quindi, veicolare l’infezione nell’occhio mediante la lente a contatto (in caso di cheratite o forte congiuntivite l’analisi del liquido e del recipiente delle lenti a contatto può dare al medico informazioni sull’agente infettante e, una volta esaminato, vanno eliminati lenti, liquidi e contenitori). 
Particolare attenzione va riservata alla cheratite da Acanthamoeba. Si tratta di un agente infettante molto resistente, un protozoo che può trovarsi nelle acque di piscine, fiumi, laghi. L’uomo è altamente resistente, ma basta una minima lesione dell’epitelio corneale per sviluppare una cheratite di questo tipo. Per questo motivo i portatori di lenti a contatto sono particolarmente a rischio, perché la lente può provocare le lesioni microscopiche; questa cheratite è caratterizzata da un forte dolore e da un annebbiamento visivo. È estremamente pericolosa  e l’infezione può interessare anche il bulbo oculare.

  • Pazienti affetti da Herpes zoster, in particolare quelli che hanno lesioni sulla punta del naso, possono andare incontro ad un interessamento corneale.
  • Pazienti con sindrome dell’occhio secco possono contrarre cheratiti, in quanto presentano spesso erosioni dell’epitelio (prima difesa contro le infezioni).
  • Tutti coloro che guardano senza protezione fonti di ultravioletti (lampade UVA, saldatrici ed esposizione diretta alla luce del sole) possono anche sviluppare la cheratite attinica, caratterizzata da appannamento visivo e dolore che di solito aumenta di notte.


Quali sono le cheratiti più pericolose?

La cheratite da Acanthamoeba sopra descritta è tra le più pericolose, soprattutto se la diagnosi e la terapia specifica non fossero tempestive. Le cheratiti da funghi, molto rare, possono avere effetti devastanti e possono facilmente penetrare nella camera anteriore (che si trova dietro la superficie esterna del bulbo oculare). In questi casi gli antinfiammatori di tipo steroideo possono favorire la progressione dell’infezione. La cheratite da Candida si sviluppa spesso in associazione con altre cheratiti o in pazienti con un sistema immunitario depresso.


Scheda a cura della IAPB Italia.

 
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  • FemtoLasik o PRK? La nostra risposta e la testimonianza di un paziente

     

    Marco 690

    Buongiorno, qualcuno mi può elencare quali sono i pregi e difetti o pro e contro della tecnica Prk e della Femtolasik?

    Grazie e buona giornata.



     

    Gentile Marco,

    La tecnica che oggi consigliamo è la FemtoLasik. La PRK ha il vantaggio di essere più economica, ma anche più "semplice" e quindi "alla portata" di un maggior numero di oculisti. La FemtoLasik sfrutta una tecnologia più evoluta, quella del FemtoLaser, ma richiede una maggiore perizia tecnica.

    Per il paziente, la PRK comporta spesso dei grossi disagi post-operatori: due o tre giorni di dolore acuto, recupero visivo che può durare settimane o mesi. La FemtoLasik può comportare fastidi solo nelle prime due ore del post-operatorio. In genere, i pazienti operati con questa tecnica vedono già abbastanza bene la sera stessa dell'operazione (raccontano di vedere la partita in tv!) e possono tornare al lavoro anche il giorno dopo.

    In entrambi i casi, si tratta di una procedura ambulatoriale. Il trattamento laser richiede meno di un minuto per ogni occhio; il tempo totale dell'operazione è di circa 10 minuti per occhio.

    Nella FEMTOLASIK si utilizza un laser a femtosecondi ed un laser ad eccimeri per eseguire la procedura. L'epitelio e lo stroma sono scissi a circa 100 micron di profondità con il femtolaser, poi il laser ad eccimeri rimuove del tessuto corneale sotto il lembo di tessuto corneale appena creato. Si instillano poche gocce di collirio come anestesia

    Nella PRK si utilizza una soluziona alcolica per asportare le cellule epiteliali (invece di creare il lembo epiteliale, come avviene nella FEMTOLASIK), poi viene fatta un'ablazione con il laser ad eccimeri, che rimodella il tessuto corneale. Anche in questo caso, si instillano poche gocce di collirio come anestesia.

    Il risultato finale, a distanza di mesi dall'operazione, non presenta sostanziali differenze fra le due tecniche.

    Buona giornata!



    Piattaforma di un laser ad eccimeri,
    utilizzato sia per la FEMTOLASIK sia per la PRK.



     

     

    Ecco la testimonianza di Armando, in risposta alla domanda di Marco:


    Armando 238

    Femtolasik tra le due di sicuro....vedi subito,soffri di meno...riesci a fare una vita normale già dai primi giorni.
    Io ho fatto la femtolasik la settimana scorsa e ne sono stra-contento....magari prima.
    Un amico ha fatto la prk un mese fà e mangia ancora al buio con gli occhiali da sole...deve ancora rientrare a lavoro...
    Se non hai problemi di soldi....la differenza di costo la vale tutta!



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