Occhio secco

 

1. COSA VUOL DIRE OCCHIO SECCO?



Con la definizione "occhio secco" si intende un'alterazione del film lacrimale, per qualità o per quantità, che non risulta essere più in grado di mantenere sana e protetta la superficie anteriore dell'occhio. 

Le lacrime hanno il compito di svolgere fondamentali funzioni:

  • NUTRITIVA le lacrime permettono di garantire un corretto apporto di ossigeno e sostanze nutritive per un adeguato turnover delle cellule della superficie oculare.
  • ANTIMICROBICA la presenza di anticorpi ed enzimi garantisce una potente azione difensiva nei confronti delle aggressioni esterne.
  • PULENTE, LUBRIFICANTE E OTTICA ogni qual volta si verifichino delle alterazioni nella quantità/qualità delle lacrime, vengono di conseguenza perse queste particolari caratteristiche esponendo l'occhio ad un maggior attrito (determinato dal movimento palpebrale) e ad un maggior rischio di infezioni.

 

2. QUALI SONO I SINTOMI DELL'OCCHIO SECCO?

I sintomi caratteristici sono: senso di corpo estraneo, bruciore, fotofobia (fastidio alla luce), senso di occhio bagnato, prurito, dolore all'apertura palpebrale al risveglio. Tipicamente la sintomatologia soggettiva è aumentata da condizioni ambientali avverse (vento, caldo secco) o da un microclima sfavorevole (fumo, aria condizionata, riscaldamento). 

3. QUALI SONO LE CAUSE?

Si distinguono fondamentalmente due forme di occhio secco:

  • a. Da ridotta produzione di lacrime (ipolacrimia) forma più rara associata a patologie autoimmuni (S. Sjögren, Artrite reumatoide, Lupus)
  • b. Da eccessiva evaporazione (dislacrimia)
    Sono le forme assolutamente più frequenti. Le cause più comuni che le determinano sono: 
    Età avanzata: con il passare degli anni si verifica una conseguente atrofizzazione delle ghiandole lacrimali con una progressiva alterazione qualitativa della lacrima stessa. 
    Sesso femminile: nelle donne tra i 40 e 60 anni, probabilmente a causa dei nuovi equilibri ormonali indotti dalla menopausa, le ghiandole lacrimali vanno incontro ad una progressiva atrofia della porzione secernente. 
    Lenti a contatto: il loro uso prolungato può aumentare anche notevolmente l'evaporazione delle lacrime. 
    Alterazioni palpebrali: riduzione dell'ammiccamento (videoterminalisti, parkinsoniani), assenza di una perfetta congruità del bordo palpebrale (frequente nei pazienti anziani), infiammazioni croniche (blefariti). 
    Farmaci: antipertensivi, antidepressivi, antiaritmici, antiulcera, miorilassanti, antistaminici, diuretici, ormoni ed immunosoppressori possono inibire la produzione delle lacrime.

 

4. QUALI SONO LE CONSEGUENZE?

L'alterazione cronica del film lacrimale favorisce l'accumulo di sostanze tossiche nelle lacrime con il conseguente aggravarsi della sintomatologia e l'ulteriore peggioramento della qualità della lacrima. Si instaura quindi un circolo vizioso che deve necessariamente essere interrotto per migliorare le condizioni del paziente. Nelle forme più severe si può arrivare ad un coinvolgimento corneale. 


5. COSA FARE IN CASO DI OCCHIO SECCO?

Un farmaco che veramente permetta di curare "l'occhio secco" dovrebbe essere una sostanza che stimoli le ghiandole lacrimali principali ed accessorie ad una secrezione qualitativa/quantitativa più corretta. Tuttavia allo stato attuale delle conoscenze una sostanza simile non esiste. Oggi si può però praticare una terapia sostitutiva e/o correttiva a base di lacrime artificiali o gel che possiedono l'azione lubrificante, detergente e disinfettante delle lacrime naturali.

Considerando che la terapia dell'occhio secco è tendenzialmente cronica, sono da favorire quei preparati privi di conservanti ed è da evitare l'auto-prescrizione affidandosi ai consigli del proprio oculista curante che varierà il tipo di lacrima in relazione al quadro clinico del paziente. 

Nel caso in cui ci siano seri coinvolgimenti corneali può essere necessario l'uso di lenti a contatto protettive o l'occlusione dei puntini lacrimali con dei piccoli "tappi" in silicone, detti Punctum Plugs, (riassorbibili) o in materiale plastico (non riassorbibili). Se si ottiene un miglioramento della lubrificazione della superficie oculare, i puntini possono essere chiusi definitivamente per mezzo di un piccolo intervento chirurgico.


 

Link utili:

6 trattamenti efficaci per l'occhio secco

 
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  • Il trattamento della presbiopia con la 'visione mista' determina risultati efficaci

    • 20 maggio 2013

    MILANO - La "visione mista" ottenuta con il laser risolve efficacemente il problema della presbiopia sia in pazienti miopi che in pazienti ipermetropi.

    La Presbyond (Carl Zeiss Meditec) è una via di mezzo fra la micro-monovisione ed il trattamento standard bilaterale che aumenta la profondità di campo mediante la realizzazione di un'aberrazione sferica.

    Viene trattato l'occhio dominante per vedere da lontano e l'occhio non dominante viene lasciato leggermente miope per vedere da vicino, lasciando circa una diottria e mezzo di miopia. Inoltre, viene aumentata la profondità di campo di ciascun occhio con una ablazione ottimizzata dal fronte d'onda per aumentare l'aberrazione sferica e creare un gradiente del potere di refrazione costante per tutta la zona ottica.

     

    Ciò crea una 'fusione' naturale delle immagini provenienti dai due occhi. La visione mista, infatti, è un approccio bilaterale che, contrariamente alla monovisione convenzionale, è ben accettata e richiede davvero poco tempo per il neuroadattamento.

    I risultati del trattamento Presbyond in due gruppi rispettivamente di 18 e 23 presbiti miopi e presbiti ipermetropi sono i seguenti: in entrambi i gruppi, il 100% dei pazienti ha raggiunto la visione monoculare per vicino di almeno J2. Il valore massimo di J1 è stato ottenuto dall'89% dei miopi e dal 73% degli ipermetropi. In visione binoculare, il 61% del gruppo di pazienti miopi ed il 74% del gruppo di pazienti ipermetropi ha ottenuto i 10/10 da lontano ed ha letto l'ultima riga dell'ottotipo per vicino (J1).

    I risultati sono rimasti stabili nel tempo, con solo una lieve regressione nel gruppo degli ipermetropi a distanza di un anno dal trattamento.

    Liberatoria: Il sottoscritto non ha interessi finanziari con la Zeiss Meditec.

     

    Antonio Pascotto



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