Un approccio "triplo" per il cheratocono

 

CHIRURGIA REFRATTIVA Pubblicato in OculisticaPascotto.it il 25 febbraio 2011 L'approccio triplo può essere una valida opzione per i pazienti affetti da cheratocono ISTANBUL, Turchia - L'impianto di una lente intraoculare torica dopo un impianto di anelli intracorneali seguito dal cross-linking corneale è una sequenza di trattamento efficace nei pazienti affetti da cheratocono. L'insieme di queste tecniche chirurgiche può fermare la progressione del cheratocono e migliorare la qualità visiva. È quanto emerge dal recente congresso della Società Europea di Cataratta e Chirurgia Refrattiva (ESCRS).

 

"Con tale strategia tripla, si ottiene l'obiettivo contemporaneo di migliorare la vista ed arrestare la progressione della malattia," ha dichiarato il dottor Coskunseven. Nello studio effettuato, sono stati inclusi 14 occhi di nove pazienti. Per prima cosa, sono stati impiantati i segmenti d'anello Keraring (Mediphacos), utilizzando l'IntraLase FS 60 (Abbott Medical Optics) per creare i canali entro i quali andavano impiantati tali segmenti. Il cross-linking corneale è stato poi eseguito dopo un periodo medio di 7 mesi e l'impianto di lente intraoculare ICL (STAAR Surgical) ha completato la procedura dopo un intervallo medio di circa 8 mesi. Il calcolo del potere della ICL si è basato sula refrazione data dagli anelli intracorneali più l'esito del cross-linking corneale.

 

Dopo l'impianto della ICL, è stato riportato un significativo miglioramento dell'acutezza visiva. L'effetto combinato degli anelli intracorneali e del rimodellamento della cornea dovuto al cross-linking corneale, unito alla correzione data dalla lente intraoculare, hanno consentito la riduzione dei valori miopici da -16 diottrie a -1 diottrie, mentre l'astigmatismo si è ridotto da -5 diottrie a -1 diottrie. "Solo 14 occhi sono stati inclusi nello studio, ma nel nostro ospedale è stato usato questo approccio triplo in oltre 1000 casi. Non sono state riscontrate perdite significative di cellule dell'endotelio corneale ma, in due casi su mille, si è poi sviluppata l'opacizzazione del cristallino naturale (cataratta)," ha concluso il dottor Coskunseven. Clausola liberatoria: il sottoscritto non ha nessun interesse finanziario diretto nei prodotti discussi nell'articolo né è consulente presso le aziende menzionate.

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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