Cellule staminali curano la degenerazione maculare senile

 

Londra - Dopo tante polemiche e promesse, le cellule staminali si sono dimostrate capaci di curare per la prima volta una malattia: si tratta della degenerazione maculare senile della retina, la piu’ comune causa di cecita’ negli over 50. 

La terapia e’ stata messa a punto da un gruppo di ricercatori britannici secondo cui, entro i prossimi sei-sette anni, l’intervento diventera’ un’operazione di routine che non durera’ piu’ di un’ora. Il trattamento consiste nella sostituzione di uno strato di cellule degenerate con nuove cellule create dalle staminali embrionali, le cellule primitive indifferenziate, in grado di trasformarsi in qualsiasi tessuto umano. 

La degenerazione maculare colpisce la zona centrale della retina, la macula, che progressivamente si deteriora. Le staminali mutate in copie delle cellule retiniche vengono posizionate su una membrana artificiale inserita nella parte posteriore della retina. Inevitabili le polemiche etiche, perche’ per creare questo tipo di staminali si debbono impiegare embrioni, una possibilita’ esplicitamente prevista dalla legislazione britannica. Dietro lo sviluppo della cura, c’e’ il sostegno alla ricerca dell'azienda statunitense Pfizer.

 
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  • Il trattamento della presbiopia con la 'visione mista' determina risultati efficaci

    • 20 maggio 2013

    MILANO - La "visione mista" ottenuta con il laser risolve efficacemente il problema della presbiopia sia in pazienti miopi che in pazienti ipermetropi.

    La Presbyond (Carl Zeiss Meditec) è una via di mezzo fra la micro-monovisione ed il trattamento standard bilaterale che aumenta la profondità di campo mediante la realizzazione di un'aberrazione sferica.

    Viene trattato l'occhio dominante per vedere da lontano e l'occhio non dominante viene lasciato leggermente miope per vedere da vicino, lasciando circa una diottria e mezzo di miopia. Inoltre, viene aumentata la profondità di campo di ciascun occhio con una ablazione ottimizzata dal fronte d'onda per aumentare l'aberrazione sferica e creare un gradiente del potere di refrazione costante per tutta la zona ottica.

     

    Ciò crea una 'fusione' naturale delle immagini provenienti dai due occhi. La visione mista, infatti, è un approccio bilaterale che, contrariamente alla monovisione convenzionale, è ben accettata e richiede davvero poco tempo per il neuroadattamento.

    I risultati del trattamento Presbyond in due gruppi rispettivamente di 18 e 23 presbiti miopi e presbiti ipermetropi sono i seguenti: in entrambi i gruppi, il 100% dei pazienti ha raggiunto la visione monoculare per vicino di almeno J2. Il valore massimo di J1 è stato ottenuto dall'89% dei miopi e dal 73% degli ipermetropi. In visione binoculare, il 61% del gruppo di pazienti miopi ed il 74% del gruppo di pazienti ipermetropi ha ottenuto i 10/10 da lontano ed ha letto l'ultima riga dell'ottotipo per vicino (J1).

    I risultati sono rimasti stabili nel tempo, con solo una lieve regressione nel gruppo degli ipermetropi a distanza di un anno dal trattamento.

    Liberatoria: Il sottoscritto non ha interessi finanziari con la Zeiss Meditec.

     

    Antonio Pascotto



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