Sindrome Visiva da Computer

 

Servizio Informazioni del Centro Oculistico Pascotto

Tags : salute, sindrome visiva da computer

Inviato: domenica, 6 settembre 2009 

Si stima che vi siano circa 90 milioni di persone nel mondo che utilizzano il computer per lavoro o per diletto. A causa di quest'ampia diffusione dei computer, si dibatte spesso sui vari problemi di salute che vengono riferiti da chi ne fa un uso frequente. I sintomi più comuni riferiti da coloro che fanno un uso ripetuto e prolungato dei computer sono i disturbi a carico dell'apparato visivo quali:
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- sensazione di corpo estraneo negli occhi, 

- affaticamento visivo, 

- occhi pesanti, 

- irritazione, 

- bruciore, 

- rossore, 

- visione offuscata o sdoppiata. 

Questi sintomi raggruppati formano nel complesso una sindrome nota come Sindrome Visiva da Computer (CVS dall'acronimo inglese). 

Questo studio è stato guidato dal dottor Nitin Batra del Department of Ophthalmology al Christian Medical College and Hospital. Sono stati inclusi 200 soggetti che abitualmente usavano il computer. I soggetti in esame hanno poi espresso in una scala di valori i loro sintomi oculari e si sono sottoposti a test per valutare la qualità e la quantità del film lacrimale. "Basandoci su criteri strettamente diagnostici, abbiamo potuto classificare 98 persone aventi occhi normali, mentre a 64 persone è stata fatta diagnosi di CVS lieve ed in 20 casi la CVS è stata definita moderata," ha dichiarato Nitin Batra. Una grave CVS è stata osservata in 18 persone. In altri termini, circa il 51 per cento di coloro che usavano il computer presentavano delle forme di CVS se usavano il PC per due ore al giorno senza interruzione o 15 ore alla settimana. 

L'oculista del Christian Medical College aggiunge che, purtroppo, la maggioranza delle persone non conoscono la CVC, la prevenzione e la cura. Tale condizione può essere facilmente prevenuta ricordandosi di ammiccare frequentemente gli occhi quando si è al computer. Viene inoltre suggerito di fare una pausa ogni 20 minuti. Si tratta, insomma, di un problema prevenibile.

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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