USA, successo primo trapianto occhio elettronico

 

New York, 22 ott. - Ha avuto successo il primo trattamento mirato di tipo biotecnologico per restituire la vista alle persone con visione limitata. Una donna di 50 anni di New York, cieca dall'eta' di 13 anni, e' infatti riuscita a recuperare parzialmente la vista grazie ad un trapianto di occhi elettronici sperimentali. "La donna aveva perso la vista a causa della degenerazione della sua retina dovuta alla retinitis pigmentosa, una malattia genetica. Ora, grazie alla nuova tecnologia, e' in grado di distinguere nuovamente tra luce ed ombra, focalizzare figure, guardare il cibo sul piatto e muoversi in ambienti non familiari", ha detto Lucian V. Del Priore del NewYork-Presbyterian Hospital e del Columbia University Medical Center, che ha eseguito l'intervento nello scorso 26 giugno.

 

 

occhio elettronico

 

"L'impianto elettronico, componente del sistema Argus II Retinal Stimulation System e sviluppato dalla Second Sight Medical Products di Sylmar, California, e' progettato - ha osservato Del Priore - per stimolare direttamente le cellule della retina". L'impianto, che e' stato installato finora in circa 20 pazienti statunitensi affetti da retinitis pigmentosa, e' costituito da una piccola camera da montare su degli occhiali, un microprocessore con batteria, ed un sistema elettronico di stimolazione della retina. Questo e' il primo trapianto effettuato con successo su un paziente di New York. "Siamo molto soddisfatti dei risultati, e fiduciosi per il futuro - ha concluso Del Priore - L'apparecchio non e' in grado di ripristinare totalmente la vista nei pazienti, ma la loro disabilita' viene fortemente ridotta, dando loro un grande vantaggio per la vita di ogni giorno".

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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