Gli anti-VEGF "battono" il laser nella riduzione dell'edema maculare diabetico


Ophthalmology. 2009;116(11):2175-2181.

In uno studio effettuato su 126 pazienti affetti da edema maculare diabetico, la somministrazione di 4 fiale di anti-VEGF in un periodo di 6 mesi ha determinato dei risultati funzionali ed anatomici superiori alla fotocoagulazione con laser a griglia e superiore al trattamento combinato anti-VEGF/laserterapia.


Dopo 6 mesi, il guadagno dell'acutezza visiva è risultato superiore in 42 pazienti che hanno ricevuto iniezioni intravitreali di Lucentis (ranibizumab, Genentech) rispetto ai 42 pazienti cha sono stati sottoposti a fotocoagulazione laser all'inizio dello studio e dopo tre mesi, se necessario (+7.24 lettere rispetto a –0.43 lettere). I 42 pazienti che sono stati sottoposti a fotocoagulazione laser all'inizio dello studio e ad iniezione di ranibizumab dopo 3 mesi, hanno avuto un guadagno medio di +3.8 lettere.

 

Mentre il 22% di pazienti in monoterapia con ranibizumab ha guadagnato tre o più linee di visione, il tasso di guadagno è stato dello 0% nei soggetti sottoposti a laser e dell'8% in quelli sottoposti a terapia combinata. Allo stesso modo, l'edema maculare si è ridotto in misura più evidente nei pazienti sottoposti a monoterapia con ranibizumab: 50% rispetto a 33% dei soggetti sottoposti a laser e rispetto al 45% nella terapia combinata.

Secondo gli autori dello studio, i dati confermano precedenti ricerche di piccoli gruppi in cui era dimostrata l'efficacia della terapia con anti-VEGF nella riduzione dell'edema maculare.


Va sottolineato, però, che i pazienti delle ricerche precedenti avevano ricevuto una somministrazione di tre dosi mensili di ranibizumab seguite da due dosi bimestrali, ottenendo una riduzione dell'edema dell'85% al settimo mese; nello studio attuale, solo il 50% dei pazienti aveva ottenuto una riduzione dell'edema nel gruppo in monoterapia, usando un approccio terapeutico meno aggressivo.

 

Antonio Pascotto

 
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  • Il trattamento della presbiopia con la 'visione mista' determina risultati efficaci

    • 20 maggio 2013

    MILANO - La "visione mista" ottenuta con il laser risolve efficacemente il problema della presbiopia sia in pazienti miopi che in pazienti ipermetropi.

    La Presbyond (Carl Zeiss Meditec) è una via di mezzo fra la micro-monovisione ed il trattamento standard bilaterale che aumenta la profondità di campo mediante la realizzazione di un'aberrazione sferica.

    Viene trattato l'occhio dominante per vedere da lontano e l'occhio non dominante viene lasciato leggermente miope per vedere da vicino, lasciando circa una diottria e mezzo di miopia. Inoltre, viene aumentata la profondità di campo di ciascun occhio con una ablazione ottimizzata dal fronte d'onda per aumentare l'aberrazione sferica e creare un gradiente del potere di refrazione costante per tutta la zona ottica.

     

    Ciò crea una 'fusione' naturale delle immagini provenienti dai due occhi. La visione mista, infatti, è un approccio bilaterale che, contrariamente alla monovisione convenzionale, è ben accettata e richiede davvero poco tempo per il neuroadattamento.

    I risultati del trattamento Presbyond in due gruppi rispettivamente di 18 e 23 presbiti miopi e presbiti ipermetropi sono i seguenti: in entrambi i gruppi, il 100% dei pazienti ha raggiunto la visione monoculare per vicino di almeno J2. Il valore massimo di J1 è stato ottenuto dall'89% dei miopi e dal 73% degli ipermetropi. In visione binoculare, il 61% del gruppo di pazienti miopi ed il 74% del gruppo di pazienti ipermetropi ha ottenuto i 10/10 da lontano ed ha letto l'ultima riga dell'ottotipo per vicino (J1).

    I risultati sono rimasti stabili nel tempo, con solo una lieve regressione nel gruppo degli ipermetropi a distanza di un anno dal trattamento.

    Liberatoria: Il sottoscritto non ha interessi finanziari con la Zeiss Meditec.

     

    Antonio Pascotto



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