Anti-VEGF: un grande passo avanti nella cura della degenerazione maculare senile

 

San Francisco — Secondo il 52% di coloro che hanno risposto ad un'indagine condotta dall'Accademia Americana di Oculistica (AAO) fra i propri iscritti, i trattamenti con farmaci che si oppongono ai fattori di crescita vascolari (anti-VEGF) per la degenerazione maculare senile rappresentano il più importante progresso in Oculistica nel decennio appena trascorso.

Questo trattamento ha ricevuto la più alta percentuale di voti dai 423 partecipanti al sondaggio.



Di seguito, altri progressi degni di nota e la percentuale degli voti ricevuti dagli stessi:

• Tomografia a coerenza ottica (24%).

• Prostamide (Prostaglandine-etanolamide), collirio per glaucoma
(6.6%).

• IOL PremiumLaser a femtosecondi, terapia genica per l’Amaurosi Congenita di Leber, e la Cheratoplastica endoteliale (DSAEK) (circa il 3% per ognuno di questi trattamenti).

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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