Il Bevacizumab per la Retinopatia Diabetica

 

In questo studio, pubblicato recentemente su Retina, sono stati esaminati 24 pazienti affetti da retinopatia diabetica proliferante che non avevano risposto in maniera soddisfacente alla fotocoagulazione laser o che avevano avuto delle recidive.

 


Dopo la somministrazione di una singola dose di bevacizumab, c'è stata una completa risoluzione nel 78,8% dei casi ad un mese di distanza, del 63,6% dopo tre mesi e del 45,4% dopo sei mesi. Dopo una seconda iniezione durante il terzo mese, la percentuale di guarigione saliva al 60,6% al sesto mese. L'acutezza visiva migliorava (da 20/225 to 20/108), l'edema maculare si riduceva (da 11.65 mm3 a 8.92 mm3) e non si sono verificate complicazioni. 

Retina, Aprile 2010

Antonio Pascotto

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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