Terapia fotodinamica per il trattamento del distacco sieroso dell’epitelio pigmentato retinico

 

Il distacco sieroso dell’epitelio pigmentato retinico rappresenta una frequente complicanza di alcune malattie retiniche della regione maculare, caratterizzate da un’anomala essudazione con alterata funzione di barriera e di drenaggio dell’epitelio pigmentato retinico e della membrana di Bruch. Qualora il distacco si manifesti in soggetti con segni di Degenerazione Maculare Senile, la possibilità che possa complicarsi con una neovascolarizzazione coroideale è molto alta. terapia fotodinamica

In questo studio prospettico un gruppo di pazienti affetti da distacco sieroso dell'epitelio pigmentato, in assenza di neovasi coroideali, è stato sottoposto a trattamento con terapia fotodinamica (PDT) allo scopo di valutare un eventuale effetto in termini di efficacia e di risoluzione della malattia. Sette occhi di 5 pazienti sottoposti consecutivamente al trattamento con PDT hanno risposto con una risoluzione del sollevamento associato a un miglioramento/stabilizzazione dell’acuità visiva.

Antonio Pascotto

Articolo estratto da Retina, gennaio 2010

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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