Impianto Miniaturizzato: un'innovazione per la cura delle patologie retiniche

Come lavora l’Impianto Miniaturizzato?

Il concetto su cui si basa l’Impianto Miniaturizzato (LMI) è fondato sull’utilizzo di una lente intraoculare che contiene degli “specchi”. Questa lente crea un effetto telescopico che modifica l’immagine centrale conservando invece la visione periferica. In questo modo l’LMI ridisegna la visione sulla retina umana in modo da apportare migliorie nella cura delle malattie retiniche.

Questa idea risulta davvero innovativa, tant’è vero che OptoLight ha già brevettato la tecnologia LMI, la quale è stata garantita anche dall’ufficio brevetti e marchi registrati USA.

L’LMI è di piccole dimensioni. Esso è stato progettato per essere un impianto chirurgico di facile applicazione, rendendolo adatto per interventi su pazienti affetti da cataratta in stato intermedio.

L’uso di specchi fornisce adattabilità nel creare un effetto telescopico che non può essere ottenuto mediante l’uso di semplici lenti.

L’uso di specchi è frequente in molti strumenti ottici, incluso i telescopi. Grazie all’applicazione degli specchi all’interno dell’occhio, la luce riesce ad essere deviata nel modo necessario a creare un ingrandimento soltanto nel campo della visione centrale.



Come nel caso dei telescopi classici, questa semplice idea permette di migliorare la condizione di pazienti affetti da degenerazione maculare senile o altre malattie renitiche creando un ingrandimento dell’immagine sul centro della retina, in modo da far cadere l’immagine su un’area più vasta di quella malata.

Nei soggetti affetti da degenerazione maculare, la maggior parte delle cellule fotorecettrici del centro della macula non svolgono il loro compito e non percepiscono la luce, mentre quelle situate in periferia non subiscono variazioni, rimanendo vive e funzionanti.

Pertanto, espandendo il campo della visione centrale mediante l’ingrandimento della macula, si riescono ad utilizzare un maggior numero di cellule fotorecettrici, creando così un’immagine talmente definita da risultare visibile a qualunque paziente.


impianto
Vantaggi dell’LMI

L’LMI è simile nelle sue dimensioni ad una comune lente intraoculare usata nella chirurgia della cataratta. Pertanto, la metodologia d’applicazione dell’LMI risulta simile a quella delle lenti in polimetilmetacrilato (PMMA) usate per la cataratta. I pazienti affetti da degenerazione maculare che si sottopongono ad un impianto di LMI ottengono un ingrandimento della visione centrale senza subire perdita di visione periferica che, pertanto, resta invariata. In questo modo i pazienti percepiscono  un’immagine ingrandita al centro della retina malata senza effetti collaterali sul proprio orientamento nello spazio e nelle capacità motorie.



L’impianto di LMI può essere effettuato in entrambi gli occhi. Esso risulta efficace in più dell’80% delle persone affette da degenerazione maculare (sia secca che umida) e può anche essere d’aiuto in soggetti sofferenti di altre patologie retiniche.

L’applicazione dell’LMI, inoltre, non pregiudica la necessità di successivi trattamenti come l’iniezione di farmaci anti-angiogenetici o terapie fotodinamiche. Successivamente all’applicazione dell’LMI possono essere effettuati trattamenti mediante laser YAG, se necessario.

La riabilitazione dei pazienti dopo l’impianto è relativamente rapida, molto simile a quella successiva ad una normale operazione di cataratta.



Future applicazioni

Usando la stessa piattaforma tecnologica, l’LMI può essere progettato per la cura di altre malattie, tra cui:

  • Malattie maculari, oltre le classiche degenerazioni senili, come la maculopatia di Stargardt, i fori maculari, le retinopatie solari, le malattie maculari infiammatorie come la toxoplasmosi, e la miopia patologica
  • Albinismo
  • Maculopatia diabetica: l’LMI può essere d’aiuto in pazienti affetti da maculopatia diabetica che si sono sottoposti ad un trattamento con laser retinico
  • Glaucoma avanzato: pazienti che sono affetti da glaucoma stabile e soffrono di visione periferica ristretta (visione tubolare)
  • Retinite pigmentosa: il problema della visione periferica può essere risolto progettando un sistema di specchi capace di incrementare il campo visivo piuttosto che il grado di ingrandimento (funzionante come il classico specchietto dell’automobile)
  • Correzione della presbiopia: tramite l’utilizzo di una versione dinamica dell’LMI, che prevede l’uso di specchi mobili, può essere eliminato il bisogno degli occhiali da lettura
 
free pokerfree poker

Cerca

Ultime News

  • Il trattamento della presbiopia con la 'visione mista' determina risultati efficaci

    • 20 maggio 2013

    MILANO - La "visione mista" ottenuta con il laser risolve efficacemente il problema della presbiopia sia in pazienti miopi che in pazienti ipermetropi.

    La Presbyond (Carl Zeiss Meditec) è una via di mezzo fra la micro-monovisione ed il trattamento standard bilaterale che aumenta la profondità di campo mediante la realizzazione di un'aberrazione sferica.

    Viene trattato l'occhio dominante per vedere da lontano e l'occhio non dominante viene lasciato leggermente miope per vedere da vicino, lasciando circa una diottria e mezzo di miopia. Inoltre, viene aumentata la profondità di campo di ciascun occhio con una ablazione ottimizzata dal fronte d'onda per aumentare l'aberrazione sferica e creare un gradiente del potere di refrazione costante per tutta la zona ottica.

     

    Ciò crea una 'fusione' naturale delle immagini provenienti dai due occhi. La visione mista, infatti, è un approccio bilaterale che, contrariamente alla monovisione convenzionale, è ben accettata e richiede davvero poco tempo per il neuroadattamento.

    I risultati del trattamento Presbyond in due gruppi rispettivamente di 18 e 23 presbiti miopi e presbiti ipermetropi sono i seguenti: in entrambi i gruppi, il 100% dei pazienti ha raggiunto la visione monoculare per vicino di almeno J2. Il valore massimo di J1 è stato ottenuto dall'89% dei miopi e dal 73% degli ipermetropi. In visione binoculare, il 61% del gruppo di pazienti miopi ed il 74% del gruppo di pazienti ipermetropi ha ottenuto i 10/10 da lontano ed ha letto l'ultima riga dell'ottotipo per vicino (J1).

    I risultati sono rimasti stabili nel tempo, con solo una lieve regressione nel gruppo degli ipermetropi a distanza di un anno dal trattamento.

    Liberatoria: Il sottoscritto non ha interessi finanziari con la Zeiss Meditec.

     

    Antonio Pascotto



Login