Nuovi studi sostengono che una dieta salutare riduce il rischio di cataratta nelle donne

 

In Italia circa metà delle donne con più di 65 anni sono affette da cataratta. La cataratta risulta la causa principale della riduzione delle capacità visive delle donne e, pertanto, costa al Servizio Sanitario Nazionale centinaia di milioni di euro all’anno. La cataratta comporta un annebbiamento del cristallino, la lente naturale che è presente nei nostri occhi, e le donne si sottopongono all’intervento per cataratta soltanto quando il disturbo comportato dalla malattia è tale da condizionare il proprio stile di vita. 
Esistono diversi fattori che contribuiscono allo sviluppo della cataratta, tra cui la luce solare, l’uso prolungato di cortisonici, il diabete e l’eccessiva assunzione di alcool.

Per molto tempo gli esperti hanno sospettato che la qualità del cibo potesse influire sul rischio di sviluppare la cataratta e un nuovo studio, pubblicato sul periodico Archives of Ophtalmology, ha confermato questa teoria. I ricercatori hanno studiato le abitudini alimentari di 1800 donne per 3 anni. Le donne in esame hanno seguito le linee guida fornite dal Dipartimento della Salute, una dieta ricca di vitamine ed antiossidanti, e il risultato è stato una significativa diminuzione del rischio di sviluppare cataratte.
dieta e vista



Per raggiungere questi obiettivi, è necessario seguire alcune raccomandazioni:

-          Mangiare due coppe di frutta e due di verdura al giorno
-          Variare più volte a settimana il tipo di verdura 
-          Mangiare 100 g di cereali al giorno
-          Bere quotidianamente 3 tazze di latte o l’equivalente in prodotti caseari
-          Ridurre il consumo di grassi saturi
-          Assumere almeno 14 grammi di fibre ogni 1000 calorie consumate

 
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  • Il cross-linking nel cheratocono migliora l'acuità visiva e riduce la miopia e l'astigmatismo

     

    Br J Ophthalmol. 2013; 97 (4) :433-437.

     

    • 31 mag 2013

    Secondo un recente studio, il cross-linking corneale arresta la progressione del cheratocono per almeno 4 anni.

    I ricercatori hanno analizzato 30 pazienti con cheratocono lieve o moderato sottoposti, in un periodo variabile fra 4 e 6 anni prima, in un solo occhio, a cross-linking del collagene corneale con riboflavina e raggi UV-A. L'età media dei pazienti al tempo in cui si erano sottoposti al trattamento era di 26,3 anni; l'intervallo medio tra il cross-linking e la valutazione clinica è stato di 53,3 mesi.

    Nei casi esaminati, dopo 4-6 anni dall'intervento, il difetto refrattivo (la miopia e l'astigmatismo) e l'acuità visiva per lontano sono migliorati in maniera significativa; i valori topografici di curvatura corneale e gli altri indici correlati, che sono elevati in casi di cheratocono, sono risultati notevolmente diminuiti.

    Lo spessore corneale centrale, che nel cheratocono si riduce sensibilmente, è risultato aumentato dopo il trattamento di cross-linking.

    In nessun occhio trattato si è riscontrata una progressione del cheratocono e nessun soggetto esaminato ha perso più di un decimo di acuità visiva. Infine, valutando gli occhi non trattati dei 30 casi esaminati, si è notato che in 7 occhi si è avuta una progressione del cheratocono.



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